LA STORIA DI UNA RONDINELLA E DEL PRINCIPE CHE LE INSEGNO’ AD AMARE
TEATRO, MUSICA E ARTI FIGURATIVE SI FONDONO INSIEME CREANDO ATMOSFERE, SUGGESTIONI ED EMOZIONI
PRODUZIONE CENTRO TEATRALE CORNIANI
FONTI DAL ROMANZO DI OSCAR WILDE “IL PRINCIPE FELICE”
ADATTAMENTO MASSIMO CORENGIA
REGIA MAURIZIO CORNIANI - MASSIMO CORENGIA
INTERPRETI MAURIZIO CORNIANI
MUSICHE ORIGINALI DI JULIEN ZUFFEREY
PIANOFORTE CHIARA SOAVE e/o CECILIA BACCOLO
SCENOGRAFIE ELISA GEMELLI
COSTRUZIONI IN FERRO CARLO PASOTTO
PUPAZZI MARIA VITTORIA GERVASO
TECNICA UTILIZZATA ATTORE E OGGETTI
FASCIA D'ETA CONSIGLIATA per tutti
DURATA DELLO SPETTACOLO 50 MINUTI
N. ATTI 1
ALLESTIMENTO 2009
Il romantico e trasognante romanzo di Oscar Wilde viene raccontato da un attore con oggetti e pupazzi accompagnato da musiche per pianoforte a quattro mani o, a scelta, per pianoforte solo composte su misura dal musicista svizzero Julien Zufferey, ed eseguite dalle pianiste italiane Chiara Soave e Cecilia Baccolo.
Di alto valore morale il contenuto del testo viene reso più leggero e divertente da alcuni personaggi di contorno che raffigurano persone del quotidiano.
Uno spettacolo di atmosfera e coinvolgente valorizzato da una musica emozionante, melodica e raffinata, interpretata dal vivo da due giovani concertiste, che accompagna tutta la durata della rappresentazione.
L’attore e la musica formano un binomio straordinario di estrema complicità e intensità, tale da consigliare questo spettacolo per tutti, grandi e piccoli. Inoltre, è adatto anche a serate dedicate alla musica dove l’attore e gli oggetti fungono da complici.

La storia pregnante e intensa parla della solidarietà di una rondine, che tardando la partenza dalla città dopo l’estate, si accorge che una statua piange delle disgrazie e delle sofferenze altrui.
La statua racchiude un principe tolto alla vita terrena in età adolescenziale; egli di animo buono e gentile si spoglierà di tutto ciò che lo riveste per donarlo a chi più di lui ne ha bisogno.
Un grande insegnamento di altruismo e di rispetto che porta ad una riflessione ancora più profonda: il superfluo è inutile ma soprattutto deviante e accecante.
Una storia che purifica l’animo e alleggerisce, per poi, alla fine, elevarsi all’ennesima potenza verso un cielo azzurro e terso che porterà al domani, fiduciosi di un possibile cambiamento.